Viaggiare il globo giovedì 31/5

ENOTECA PROPERZIO:
Una vecchia “cantina” ristrutturata è diventata una delle più celebri enoteche d’Italia. La gestiscono i fratelli Angelini con professionalità e una signorile ospitalità.
Sembra che i poeti latini avessero una buona conoscenza dei vini che si coltivavano nelle varie regioni dell’impero ed in particolare nelle zone da dove provenivano: Orazio dalla Lucania, Ovidio dall’Abruzzo, Catullo dal Veneto e Properzio dall’Umbria. Forse erano anche buoni bevitori, dato che spesso l’ispirazione poetica e un bicchiere vanno d’amore e d’accordo.
Di Properzio bevitore si sa poco, ma la supposizione che il poeta umbro, nativo di Spello, non sia stato un astemio è facile da avvalorare se si tiene conto della eccellente produzione locale dei vini, di cui si hanno moltissime testimonianze storiche.
Al poeta umbro è dedicata, nella cittadina natale, l’Enoteca Properzio (Associato Vinarius), la più prestigiosa dell’Umbria e una delle prime 10 in Italia. Appartiene ai fratelli Carlo Felice Angelini, professore di Lettere in pensione e Roberto Angelini manager del settore vinicolo e responsabile del mercato estero. Entrambi sono “sommelier”, orgogliosi della loro “cantina” e per ovvie ragioni. La prima è che i locali (come è risultato dalle scoperte avvenute a ristrutturazione ultimata nel 1994) sono da sempre adibiti alla lavorazione del vino. Esistono all’interno della stessa enoteca vestigia dell’Antica Roma. Altro motivo di vantato è la ricchezza e varietà di prodotti di altissima qualità che i fratelli Angelini mettono a disposizione di una clientela esigente, raffinata e internazionale. I vini, naturalmente, costituiscono l’emblema e la ragione d’essere dell’enoteca. Vi si trovano i migliori dell’Umbria, come il Sagrantino di Montefalco dell’Azienda Caprai (quello Riserva 25 anni è stato prescelto da Michael Duglas per le sue nozze e da Bill Clinton durante il soggiorno a Firenze lo scorso anno), il Grechetto bianco profumano, il Sangiovese, il Cannaiolo, il Merlot; e i più pregiati vini d’Italia. Forse avrà ancora qualche bottiglia di “Solaia 1997″ giudicato dall’illustre rivista americana “Wine Spectator” il miglior vino dell’anno in assoluto nel mondo ($500 a bottiglia).
Vi si trova il famoso e giustamente decantato olio di oliva di Spello, extravergine biologico a bassa acidità, sapore fruttato, ideale per bruschette, per condimento di verdure fresche ed eccezionale nelle fritture.
Curiosando tra gli scaffali si notano le salse tartufate, le salse alla rucoletta, pasta di olive nere, olive e carciofini, vasetti di miele e marmellate fatte con la frutta fresca dell’Umbria. Non mancano i dolci tipici come i tozzetti, i baci di Assisi e il pane di San Francesco. Le paste sono quelle che hanno una storia secolare nella zona, come gli “strozzapreti” e gli “strangozzi” a fianco alle lenticchie di Castelluccio di Norcia, al farro e alle cicerchie.
Gli insaccati non hanno uguali: capocollo, salame, prosciutto al cinghiale sono le delizie. Tutta “Norcineria” di buongustai.
Americani, giapponesi e anche australiani, si uniscono a gruppi di ogni nazione europea per visitare l’Enoteca Properzio, sopratutto in estate, quando Spello organizza “Incontri per le strade”, una serie di manifestazioni che fanno riversare lungo le vie cittadine gli Spellani e gli stranieri di passaggio. E’ molto facile incontrarsi dato che le vie sono strette e quasi tutte sfociano su quella che fa da spina dorsale e che prende tre nomi: Cavour, Garibaldi e Giulia.
A nessuno sfugge, di giorno o di notte, Via Torri di Properzio. E l’insegna che indica l’enoteca è fin troppo eloquente. Ognuno si sente libero di entrarvi ed anche di esagerare con ogni tipo di assaggio. Una libertà che è un invito al ritorno.
G.S.

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